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11 febbraio 2013

La bolla delle dot.com, un po' di storia




Nel mondo degli investimenti, certe frasi fanno presa come un incendio. Prima di conoscerne il significato, le hai sentite al telegiornale, nelle trasmissioni di tema finanziario e anche al bar. Forse nessun’altra frase esemplifica questo concetto come la bolla delle dot.com.

La bolla delle dot.com è stata un crollo nel mercato azionario della cosiddetta New Economy, che all’inizio degli anni Duemila ha interessato il segmento delle azioni delle società di servizi che basavano la maggior parte del proprio business attravero un sito internet, appartenente al dominio di primo livello .com (punto com, in inglese - appunto - dot.com).



L'origine della bolla speculativa delle dot.com può essere fatta risalire al 1994. L'ascesa di Internet dall’essere un segreto del Dipartimento della Difesa americano al diventare uno strumento ampiamente utilizzato nella vita quotidiana ha causato la nascita di migliaia di nuove imprese da un giorno all'altro. Molte di queste dot.com non erano gestite da persone esperte di business, di marketing e business plan, ma vista la facilità di avviare un’azienda su Internet, la maggior parte degli investitori non se ne erano accorti.

Così come le persone si riversavano su Internet, l'eccitazione è cresciuta per quanto riguarda la possibilità di raggiungere un numero così elevato di persone con tanta facilità e così a buon mercato. E’ stata, tuttavia, la natura incompresa di Internet che ha causato il definitivo crash delle dot.com. Raggiungere tutte quelle persone e indurle a comprare il proprio prodotto o servizio si rivelò un po’ più difficile di come si poteva pensare.

Tre società in particolare rappresentano l’era delle dot.com: WorldCom, Netscape  e Yahoo.
Da Wikipedia:
Si definisce bolla speculativa una particolare fase di un qualsiasi mercato caratterizzata da un aumento considerevole e ingiustificato dei prezzi, dovuto ad una crescita della domanda repentina e limitata nel tempo. Generalmente si parla di bolla speculativa con riferimento amercati finanziari, nei quali vengono trattate azioni, obbligazioni e titoli derivati. Ma la storia delle bolle insegna che sono stati frequenti i casi di bolle speculative che hanno riguardato beni materiali, come gli immobili.
Le dot.com hanno cominciato a fallire in massa a metà del 2000. Il Nasdaq, l’indice dei principali titoli tecnologici della borsa americana, ha sentito tutto il peso di questi fallimenti in quanto gran parte delle sue società quotate erano le dot.com. Molte aziende, come WorldCom e Pets.com  hanno finito per andare fuori mercato; altre, come Yahoo e Amazon, sono sopravvissute, con Amazon che è diventata più forte che mai. Fra le altre dot.com di successo che dominano la rete (e il mercato finanziario) ci sono PayPal, Skype, eBay, Youtube e naturalmente Facebook, il re del social network.


Non possiamo prevedere se ci sarà un’altra bolla delle dot.com in futuro. Con Google che nel 2006 ha comprato YouTube per oltre un miliardo di dollari, tutto è possibile. Lo vedremo solo... webbando.


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